Non c'è stato il lieto fine in stile hollywoodiano nella finale di Rabat, ma il cammino della nazionale femminile del Malawi resta un capitolo memorabile nella storia del calcio. Presentatisi alla Coppa d'Africa femminile da debuttanti assoluti e con la posizione più bassa nel ranking FIFA tra tutte le partecipanti (153° posto), gli "underdog" del torneo si sono arresi soltanto nell'ultimo atto contro il Camerun.
La finale
Il Camerun ha conquistato il titolo imponendosi con un netto 3-0, indirizzando e chiudendo la partita già nel corso dei primi 45 minuti. A firmare il successo delle camerunesi sono state Marie Ngah, autrice di una doppietta, e Naomi Eto (ex calciatrice del Sassuolo ora in forza al PSG), davanti a spettatori d'eccezione come Samuel Eto’o e il presidente della FIFA Gianni Infantino.
I punti chiave dell'impresa
Nonostante la sconfitta in finale, la cavalcata del Malawi mantiene un valore straordinario per diversi motivi:
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Qualificazione ai Mondiali: Raggiungendo la semifinale, la squadra ha conquistato il pass per la fase finale dei Mondiali in Brasile, diventando la selezione con il ranking più basso di sempre a raggiungere un traguardo simile (superando i precedenti record dello Zambia in campo femminile e della Corea del Nord in quello maschile).
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Le protagoniste: A guidare la squadra lungo tutto il torneo sono state le sorelle Chawinga, che hanno firmato ben 9 dei 12 gol complessivi messi a segno dalla loro nazionale durante la competizione.